Fotovoltaico 2030, imprese al centro del confronto promosso da Cdo Sicilia
Regole più stabili, tempi certi, incentivi leggibili e strumenti finanziari capaci di accompagnare davvero gli investimenti. Sono queste le priorità emerse dal Forum Fotovoltaico 2030 – Accelerare gli investimenti in Italia, promosso da Compagnia delle Opere Sicilia nell’ambito di HEYSUN – Expo della Transizione Energetica. Il Forum ha chiamato al confronto Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Regione Siciliana, professionisti e operatori del settore, partendo dai nodi che ancora rallentano la crescita del fotovoltaico: accesso agli incentivi, sostenibilità finanziaria dei progetti, connessioni alla rete, tempi delle procedure e continuità delle politiche industriali.Il tema ha una dimensione nazionale. Il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima fissa a 80 GW l’obiettivo fotovoltaico al 2030, mentre a luglio 2026 la capacità installata era pari a 47,3 GW. Restano quindi circa 33 GW da realizzare nei prossimi anni. Ad aprire i lavori i saluti di Nino Di Cavolo, presidente di SiciliaFiera, Claudia Fuccio, direttrice di Cdo Sicilia, Nicolò Marcello Vitale, presidente dell’Ordine dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati della provincia di Catania e Nicola Furnitto, consigliere dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Catania.
A portare il punto di vista del Governo è stato Marco Calabrò, capo del Dipartimento per le Politiche per le Imprese del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha richiamato la necessità di dare maggiore stabilità alla politica degli incentivi, facendo tesoro dell’esperienza maturata con il PNRR e con la precedente Transizione 5.0.
Il nuovo iperammortamento punta a offrire alle imprese un orizzonte pluriennale per programmare gli investimenti, sostenendo insieme innovazione tecnologica, digitalizzazione e autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.
In uno scenario segnato dalla crescente competizione industriale internazionale, ha sottolineato Calabrò, la transizione energetica deve essere accompagnata da strumenti capaci di rafforzare anche la capacità produttiva e le filiere strategiche nazionali. Un passaggio che riporta il tema dell’energia dentro una più ampia politica industriale, nella quale sostenibilità e competitività procedono insieme.
Al Forum ha preso parte anche Mons. Luigi Renna, Arcivescovo di Catania, che ha richiamato il valore sociale della transizione ecologica e il ruolo delle comunità energetiche. «Energie rinnovabili, transizione ecologica e cura della casa comune condividono la stessa matrice. Papa Francesco, con l’enciclica Laudato sì, ha dato nuova centralità a questi temi, richiamando la necessità di costruire alleanze, soprattutto a sostegno di chi ha meno. Le comunità energetiche vanno in questa direzione e le imprese possono esserne alleate decisive».
A rappresentare il punto di vista delle imprese è intervenuto Riccardo Priolo, CEO di Enerklima e alla guida della Filiera Energia di CDO Sicilia, che ha richiamato l’attenzione su connessioni, mercato e competitività come fattori decisivi per sostenere la crescita del fotovoltaico. Il settore, ha evidenziato, sta cambiando scala: aumenta la potenza connessa, mentre diminuisce il numero degli impianti, con una crescita progressiva dei progetti di dimensioni maggiori.
Il tema degli strumenti finanziari e fiscali è stato affrontato dal dott. Armando Crispino, Energy & Agri Financial Specialist, founder di Studio Crispino, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità, per le imprese, di partire da un progetto chiaro e da obiettivi ben definiti prima ancora di scegliere l’agevolazione più adatta.
«La prima domanda non è quale incentivo scegliere, ma di che cosa ha bisogno l’impresa», ha sottolineato Crispino. Un approccio che diventa ancora più importante in un sistema caratterizzato da finestre temporali spesso molto brevi, scadenze ravvicinate e requisiti differenti da misura a misura. Da qui la necessità di programmare per tempo gli investimenti, verificare la sostenibilità finanziaria del progetto e affidarsi a strumenti agevolativi coerenti con le reali esigenze dell’azienda. Tra i nodi evidenziati anche garanzie, fabbisogno di cassa, cumulo delle misure e peso degli adempimenti, soprattutto per i progetti di minore dimensione.
Sul versante regionale, il confronto ha visto il contributo di Giuseppe Carta, presidente della IV Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità dell’ARS, e di Roberto Sannasardo, Energy Manager della Regione Siciliana. Carta ha richiamato il ruolo della programmazione e delle scelte regionali nel sostenere la crescita del settore, mentre Sannasardo ha posto l’accento sulla necessità di accompagnare l’aumento della capacità rinnovabile con una rete più efficiente, una maggiore capacità di pianificazione e strumenti in grado di tradurre il potenziale energetico della Sicilia in sviluppo per imprese e territorio.
Un tema particolarmente rilevante per l’Isola, che nei primi sei mesi del 2026 ha registrato 469 MW di nuova potenza fotovoltaica connessa, risultando seconda in Italia e prima per nuova potenza connessa per abitante.
Per Cdo Sicilia, il Forum ha rappresentato un confronto tra chi definisce le politiche, chi investe e chi accompagna le imprese nelle scelte, con l’obiettivo di riportare al centro le esigenze reali del sistema produttivo e rendere il fotovoltaico una leva concreta di crescita, innovazione e competitività.
